sabato 18 ottobre 2014

I dieci prodotti che vorrei al Salone del Gusto 2014

Dieci prodotti che vorrei trovare al Salone del Gusto 2014. Questo è uno dei compiti assegnatomi da quei geniacci di Garofalo e il loro progetto Gente del Fud per prepararmi a questo meraviglioso evento in cui sarà protagonista il buon cibo ed anche i produttori che credono nel loro durissimo mestiere. Io avrò la fortuna di farci un giro insieme ad altri fortunatissimi ragazzi dell'Aifb.


Aglio di Sulmona:
quest'aglio dal colore rosso prodotto nella valle Peligna di Sulmona mi ha sempre affascinato. Oltre a tutte le caratteristiche e i benefici dell'aglio che conosciamo benissimo (altro che bacche di Goji), presenta più olii essenziali dell'aglio bianco ed è l'unico a generare uno scapo floreale (detta zolla) destinato al consumo di pochi fortunati o ad essere conservato sottaceto. Trovassi anche un barattolino di zolla di aglio di Sulmona, sarei proprio felice!
Miele di carota selvatica:
io ho una passione per i mieli. Non c'è una volta che non torno a casa da una manifestazione gastronomica senza un barattolo di miele. Vuoi farmi felice? regalami del miele. Del miele in questione non so dirvi molto a parte che si produce da qualche parte in Sicilia, e non l'ho mai trovato, chissà se il Salone riserva per me questa dolce sorpresa.
Noci di Sorrento:
ho scelto le noci di Sorrento perché di frutta secca italiana non se ne consuma abbastanza. Ogni volta che passo dal banco della frutta secca del supermercato mi viene l'orticaria, perché sono allergica, si, ai prodotti che arrivano dall'altra parte del mondo, nonostante si producano in Italia. Non è solo un ragionamento patriottico il mio, ma ambientale, etico e quello che vi pare. La frutta secca italiana è soprattutto BUONA. Lasciate perdere le noci cilene!
Olive Nocellara del Belice:
a casa mia due cose non mancano mai; barattoli di olive e barattoli di carciofi. Buoni tutt'e due, si... ma le olive...
Le olive sono per certo ciò che mi manca di più della mia bedda Sicilia. Mio padre, con un lunghissimo trascorso di fruttivendolo, le prepara più o meno in questo periodo, con un sapiente mix di acqua e aceto e poi le ripone nei barattoli, con qualche altro ingrediente segreto, così da poterle gustare tutto l'anno. Tra le varie qualità di olive siciliane, quelle che preferisco sono le Nocellara del Belice, sia verdi che nere, per la loro pezzatura grande e per la loro polpa carnosa. Spero di trovarle, anche perché vorrei portarle a Lorenzinsonne, che ahimè quest'anno rimane a casa con papà! Attila è ormai indomabile, non avrebbe la pazienza di sopportare i miei giri presso gli stand ;)
Lorenzino al Salone 2012
Parmigiano Reggiano Vacche Rosse:
praticamente fino all'altro ieri non conoscevo le Vacche Rosse e mi scuso con tutta la categoria per questa mia mancanza: il tempo, la casa, il lavoro, l'ignavia cronica spesso mi impediscono di guardare aldilà del mio orticello; per farvela breve, è bastato un like su Instagram e mi si è aperto un mondo, fatto di latte, di storie antiche e di tenacia, si, di tenacia, perché solo grazie alla testardaggine di alcuni allevatori le Vacche Rosse Reggiane, arrivate in Italia nel 500 insieme ai Barbari, sono scampate all'estinzione, nonostante si possano definire le "mamme del Parmigiano".
Pera Cocomerina o Pera Briaca Estiva:
se questo frutto arriverà al Salone del Gusto, quest'anno o negli anni a venire, lo dobbiamo a Isabella Dalla Ragione, archeologa arborea (no, ditemi, ma che mestiere fighissimo è mai questo!) che contribuì a farla uscire da quella produzione legata al consumo familiare di alcuni paesi nell'appennino tosco-emiliano. La polpa di questa pera ha un caratteristico colore rosa, è succosa e molto zuccherina.. Viene raccolta nella seconda metà di agosto, ed è poco resistente ai trasporti, per questo è facile trovarla sotto forma di conserve.
salume tipico bolognese che forse non tutti i bolognesi avranno mangiato almeno una volta in vita, poiché ormai non lo produce più (quasi)nessuno, ahimé e temo che non si meriti la sorte di prodotto in via d'estinzione. Si prepara da carni suine selezionate e lavorate a mano e il colore chiaro è dovuto al fatto che vengono utilizzate soltanto alcuni tagli del maiale magri che mantengono questo colore rosaceo durante la cottura e nel prodotto finito. Alla parte magra vanno aggiunte nelle corrette proporzioni,dei cubetti di grasso ricavati esclusivamente dal guanciale. Non fatevi ingannare dalla
colorazione e dalla forma, perché questo salume sà d'arrosto, non di mortadella.
S'Aranzada Nugoresa:
una volta ho mangiato questo dolce sardo a casa di un'amica di Gavoi, l'ho trovato unico, sebbene gli ingredienti siano comuni alla tradizione culinaria siciliana. Miele, scorze d'arancia candite, mandorle a bastoncini: un dolce semplice, ma immancabile alle tavole nuoresi delle grandi occasioni, che ha conquistato il mio palato e che mi piacerebbe ritrovare.
Tartufo d'Alba:
me ne potrò mai tornare a casa senza un tartufo? Vado in Piemonte e non mi riporto a casa il tartufo d'Alba? proprio quest'anno che considerate le pioggie ricorrenti il prezzo è sceso ai minimi storici?
Il tartufo d'Alba deve la sua fama mondiale a Giacomo Morra, ristoratore e commerciante di tartufi che ogni anno usava regalare uno dei suoi tartufi più grandi a celebrità come Rita Hayworth o Marilyn Monroe o a personaggi influenti come Hailé Selassié e Winston Churcill. Bravo, signor Morra!
Rosolio:
sono arrivata ad una conclusione dopo anni passati a contatto con le persone, nella mia doppia vita da Stefania e da BigShade, nel mondo reale e nel mondo virtuale: ci siamo un po' tutti scordati le buone maniere, l'educazione, il cortese saper fare  di una volta. Mi emoziono quando trovo quei vecchietti che parlano a voce bassa, che salutano quando arrivano e quando se ne vanno, che ti guardano negli occhi e ti parlano rispettandoti. Ecco, il rosolio, detto anche il liquore del passato, un macerato di petali di rose, è per me il liquore delle buone maniere, dovrò assolutamente portarmene a casa una cassa, se lo trovo.

sabato 11 ottobre 2014

Cotolette di mortadella

Cari amici, se siete di Bologna e dintorni non perdetevi il Mortadellabò, fino a domenica, in piazza maggiore: cooking show, tra cui quelli degli associati Aifb, laboratori, assaggi della mortadella del Consorzio Mortadella Bologna. Se volete vedere alcune foto delle giornate all'insegna della mortadella, seguitemi su instagram, molte foto le trovate lì!
Se invece non siete di Bologna, andate dal vostro salumiere di fiducia, acquistate della buona mortadella e andate a casa a cucinare questa golosissima ricetta che piacerà a tutti in famiglia.
Se vi piacerà, ringraziate il Signor Tamburini, che durante uno degli incontri al Mortadellabò, ha suggerito di provare la cotoletta di mortadella. E io sono arrivata a casa e l'ho provata e siccome non i sembrava sufficientemente goduriosa, l'ho farcita con crema di parmigiano reggiano...
Ingredienti per 4 persone:

  • 4 fette di mortadella di Bologna IGP di massimo mezzo cm (circa 100 g a fetta)
  • 3 uova
  • pangrattato q.b. (circa 150 g)
  • sale e pepe q.b.
per la crema di parmigiano:
  • 140 ml di panna fresca liquida
  • 100 g di parmigiano reggiano
  • un cucchiaio raso di farina
inoltre:
  • olio extravergine q.b.
Per prima cosa, prepariamo la crema: scaldiamo la panna, aggiungiamo farina e parmigiano grattugiato, mescoliamo fino ad ottenere una crema liscia.
Sbattiamo le uova, saliamo e pepiamo. Mettiamo nel cuore di ogni fetta di mortadella un cucchiaio colmo di crema di parmigiano, ripieghiamo in due, passiamo prima nell'uovo e poi nel pangrattato. Volendo, ripetiamo questo passaggio per avere una panatura più spessa.
Disponiamo le nostre cotolette su una teglia rivestita di carta forno e spennelliamo con poco olio extravergine di oliva per 180°, dieci minuti.
Serviamo!



giovedì 2 ottobre 2014

L'abbecedario Culinario Mondiale

C'è una parola che va tanto di moda ed è "virale". Qualcosa diventa virale perché tutti lo vogliono, tutti lo conoscono, tutti ne parlano... Ecco, l'abbecedario culinario d'Europa non è diventato virale, però rileggendo il suo post di apertura del Gennaio 2013, si parlava di 16 blog che a blog unificati annunciavano il viaggio (virtuale) culinario europeo, e quest'anno? Quest'anno abbiamo un calendario già pronto, abbiamo un gruppo di 29 blogger che compongono la nostra carovana, tra ambasciatrici, ambasciatore, "semplici" viaggiatrici e un'Aiuolik. 

Ebbene signori, noi siamo pronti e siamo lieti di annunciarvi:

L'ABBECEDARIO CULINARIO MONDIALE

Avete capito bene, questa volta giriamo (virtualmente) il mondo e lo mettiamo sul piatto, letterina per letterina!


Anche questo viaggio consta di un ambasciatore/ambasciatrice per ogni letterina e anche quest'anno ci aspettiamo che siate in tanti a viaggiare con noi, che sia per una tappa o per tutto il viaggio o ogni volta che avete il trolley pronto e vi volete aggiungere.
Questa volta però ogni lettera è associata a una città, rappresentativa di una nazione e l'ambasciatore/ambasciatrice ha l'onore di aprire le danze con un piatto tipico a sua scelta. In seguito, tutti gli altri partecipanti/viaggiatori possono pubblicare una ricetta tipica di quel luogo. Semplice, no?

Più brevemente, se volete partecipare ricordatevi la regola delle 4W:
  1. WHEN: ogni 3 settimane esce una lettera; 
  2. WHAT: potete pubblicare una qualsiasi ricetta (o anche più di una) della nazione rappresentata da quella lettera (la ricetta può iniziare con qualsiasi lettera!); 
  3. WHERE: la ricetta la pubblicate nel vostro blog e poi lasciate il link al blog ospite come commento al suo post di apertura; 
  4. WHO: chiunque abbia un blog può partecipare, più siamo e più ci divertiamo quindi sarebbe fantastico fare più tappe possibili tutti assieme, ma potete partecipare anche solo per una lettera, anche una lettera sì e una no, anche solo i mesi dispari! 
Il post deve includere un riferimento all'evento e al blog ospitante, mentre l'utilizzo del logo dell'evento (ovvero l'immagine che vedete un po' più su) è facoltativo (ma gradito). Potete anche utilizzare ricette dal vostro archivio: basta aggiungere il riferimento all'evento e procedere come sopra.

Se è tutto chiaro, ecco quindi il calendario, non fatevi spaventare dalle date, il viaggio sarà piacevolissimo in nostra compagnia!


Viaggiare con noi è gratis, si apprendono tante cose e troverai sempre un sorriso, che aspetti a preparare il trolley anche tu?

domenica 21 settembre 2014

Zuppa fagioli e avena

Arriva l'autunno e nella mia tavola cominciano a comparire un po' più legumi (che andrebbero mangiati tutto l'anno e anche un giorno si e uno pure). Ma per mangiare spesso legumi bisogna scegliere tra a) legumi in scatola b) cucinare in quantità e surgelare. Io scelgo sopratutto la seconda opzione, senza per questo demonizzare le scatolette, che sono comunque una grande invenzione e utilissime per cene e pranzi dell'ultimo minuto.
In ogni caso, preferisco cucinare i legumi in dosi maggiori di quelle che mi servono perché tra cottura e ammollo se ne va un sacco di tempo, perché dunque non sfruttare il freezer?
Questa volta, ai fagioli ho abbinato l'avena, un cereale meraviglioso, fonte di carboidrati a lenta digestione, perfetto per diabetici, ma anche per chi dovrebbe perdere qualche (?!???) chiletto.
Ma ecco la ricetta per un pranzo in famiglia  per 4 persone. Poi, sta a voi decidere se raddoppiare o triplicare le dosi dei fagioli per avere la cena pronta la prossima volta:

Ingredienti: 
  • 250 g di fagioli borlotti (metterli in ammollo la sera prima)
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • un cucchiaino di vegetalbrodo Bauer
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • alcune foglie di salvia
  • uno spicchio d'aglio
  • 150 g di fiocchi d'avena
Sciacquiamo i fagioli, precedentemente tenuti in ammollo per almeno 12 ore e versiamo in una pentola di coccio con acqua sufficiente a ricoprire abbondantemente i fagioli.
Mettiamo sul fuoco. Aggiungiamo il dado vegetale, la carota pelata e la cipolla sbucciata e a pezzetti.
Facciamo cuocere per due ore a fuoco basso. A seconda della qualità dei fagioli, questo tempo è variabile. Una volta che i fagioli sono pronti,  aggiungiamo la salvia e l'aglio tritato finemente (togliete l'anima per renderlo più digeribile). Aggiungiamo l'avena e lasciamo cuocere per ulteriori 5 minuti. Spegniamo e aggiungiamo l'olio. Serviamo!


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